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CANONI DEMANIALI : IL S.I.B. HA FIDUCIA NEL GOVERNO

Feb
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21
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2005

Nella consapevolezza che un aumento del 300% vorrebbe dire la fine del turismo balneare, siamo in attesa di essere convocati entro pochi giorni per conoscere i contenuti del provvedimento governativo di riforma della Finanziaria 2004.

L’ultima proroga del Parlamento per la promulgazione di un decreto interministeriale attinente nuovi valori di calcolo dei canoni demaniali marittimi per le imprese turistico-ricreative è scaduta e ad oggi manca ancora un qualsiasi provvedimento legislativo volto a riformare quella parte della Finanziaria 2004 che prevedeva l’aumento del 300%. “Seppure fortemente preoccupati per la mancanza, fino ad oggi, di un indirizzo legislativo di riforma dei criteri di calcolo dei canoni - dichiara Pietro Gentili Segretario Generale del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio - prendiamo atto della volontà del Governo e del Parlamento di non dare alcun seguito all’applicazione di un aumento indiscriminato dei canoni e restiamo fiduciosi in un incontro urgente e decisivo con i competenti organi ministeriali per concertare un provvedimento organico in grado di garantire il gettito erariale di 140 milioni di euro attraverso nuovi valori di calcolo sopportabili per le singole imprese balneari”. “E’ sul patrimonio costituito dalle oltre 20mila concessioni balneari che caratterizzano le coste italiane che va costruito un coerente provvedimento di revisione dei canoni, continua Gentili, senza trascurare, poi, l’assoluta necessità di costituire al più presto, presso l’Agenzia del Demanio, un ufficio di controllo sul metodo di gestione dei beni demaniali da parte delle Regioni e dei Comuni”. Confermiamo che l’attuale assurda norma legislativa - che prevede l’incremento generalizzato del 300% a partire dall’anno 2004 - comporterebbe la chiusura di gran parte delle imprese turistico-balneari italiane, ma allo stesso tempo auspichiamo un confronto serio e costruttivo tra lo Stato e gli imprenditori balneari per arrivare a garantire chiarezza ed equità alla regolamentazione dei canoni demaniali marittimi che ricoprono un ruolo importante nella gestione delle singole imprese.

Roma, 21 febbraio 2005